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Ho fatto un sogno morbido


Ho fatto un sogno morbido. Un sogno della stessa sostanza della realtà ma molto più malleabile. Un sogno in cui i chilometri si trasformano in millimetri, così mi basta allungare un braccio per trovarti accanto a me.
Ho fatto un sogno soffice. Un sogno fatto di muscoli tesi tesi. E di sorrisi. Dove sento gli odori mescolarsi e non capisco più dove inizio e dove finisco. Se sono questi i miei occhi, queste le mie mani, queste le mie labbra.
Alla radio c’è Faber che canta le sue canzoni più belle. E sì, ci diciamo che son davvero tante, ma meglio così, non abbiamo fretta di alzarci, possiamo stare ancora a scambiarci ciuffi di capelli, i denti (siamo tutti denti, ma shhh non lo diciamo, siamo perfetti noi), le pancette, le ciglia e le unghie.
Poi mi racconti di te, delle cose che ancora non so. I nostri pseudoamori, quanti, come, chi, perché.
Li prendiamo tutti e ne facciamo matassa, dimenticandoci dov’è il capo per il quale abbiamo iniziato.
Ci guardiamo negli occhi, tu su di me, sorridiamo, e ci diciamo che “lo sappiamo” tutti e due ed è bello anche per questo.
Poi divento gatta e ti do le mie fusa, tu mi dai le tue e siamo pari, pronti per andare.
Così finisce il sogno e comincia un altro giorno.
E questo è un sogno morbido e voglio regalartelo. Un sogno della stessa sostanza della realtà, ma molto più reale. Un sogno in cui i chilometri sono meno di millimetri, perché anche se distanti siamo comunque in due.
E due che fanno uno è più che sogno, siamo Noi.

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