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		<title>E intanto l&#8217;autunno&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 13:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiaralice</dc:creator>
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Indicazioni per la lettura. Leggere con cadenza vagamente napoletana ma vagamente perché il/la protagonista della storia, come ci spiegherà, non è napoletano proprio per niente. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/08/PC230007-tris-bistumblr.jpg"><img src="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/08/PC230007-tris-bistumblr-225x300.jpg" alt="" title="MomentiSparsiAutunno" width="225" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-195" /></a></p>
<p><em>Indicazioni per la lettura. Leggere con cadenza vagamente napoletana ma vagamente perché il/la protagonista della storia, come ci spiegherà, non è napoletano proprio per niente. Leggere ad alta voce anche le didascalie (fin dove indicato, poi eseguirle soltanto) ma in italiano il più vicino possibile alla dizione standard, con voce profonda e tono distaccato.</em></p>
<p>Oh, Signo&#8217;! Che piacere, che piacere. Ma Voi ancora qua state? Ah, bene bene. Così finisco di raccontarvi la storia, com&#8217;è che sono qua.<br />
E niente, dice che uno quando non si trova bene non si deve accontentare. Che deve lasciare casa sua, o quella che dicono che è casa sua, e si deve mettere a camminare. No? Come Abramo. Lascia casa sua e cerca la Terra Promessa. E guardate dove stiamo. Più vado avanti e meno gente c&#8217;è. Siamo rimasti solo io e Voi.<br />
No, Signo&#8217;, non sono napoletano, sono siciliano. Perché parlo così dite? E perché qual è la lingua dei poveri disgraziati in teatro? (Come se fosse la cosa più ovvia del mondo, braccia aperte a scandire le parole e occhi sgranati a guardare in avanti) Il napoletano! In siciliano parlano i bruti, i mafiosi, i gelosi. Pure Pirandello ci faceva parlare poco i suoi in<br />
siciliano. Solo alcune opere e tutte disgraziate e con morti violente. Ma qua morti non ce ne sono. Solo la disgrazia c&#8217;è, Signo&#8217;.<br />
Vi dicevo. Lascio casa mia e brancolo nel buio. Mi incammino. E tutti: &#8220;Bravo, bravo. Fai bene. Che ti meriti di più tu. Di più ti meriti. Vai, vai!&#8221;. E io vado. Poi mi trovo qua al buio. E cammino. Prima corro un poco che mi dico: &#8220;Più veloce faccio, prima finisce&#8221;. E dicono: &#8220;Vai, vai. Ora finisce. Vai che camminando ti passa la paura&#8221;. E invece pare che non finisce mai. Mi giro indietro e vedo buio, guardo avanti (scocciato) e sempre buio. E c&#8217;è sempre meno gente. Siamo rimasti io e Voi. Oh, una luce. No, non mi pare la mia. Sarà la Vostra. Dite di no? E niente, andiamo. Ecco. Qua non è che è buio e basta. Qua ci sono gli ostacoli. &#8220;Vai, vai!&#8221; dicono. E io vado. Tanto finirà prima o poi questo buio! (Sorride sicuro di sè) Ah! Ora arriviamo alla fine e troveremo quello che cerchiamo, eh? (Sorride fiducioso) Forza. Oh, Signo&#8217;, attenta, c&#8217;è un muretto da scavalcare! Eh, pure gli ostacoli ci sono. Ma dicono che sto buio finirà e poi ci sarà la luce, no?<br />
Forza Signo&#8217;, vi aiuto io. Datemi il braccio. Ecco, così. (sospira come dopo un&#8217;enorme fatica) Ah!<br />
Ma ve lo ricordate quello lì, quel giovanotto simpatico che era con noi. Mentre eravate via ha rinunciato. Se n&#8217;è andato alla seconda luce. Ha preso l&#8217;uscita e se n&#8217;è andato. Così. E come, no? Ve lo giuro sulla mia tomba, quant&#8217;è vero che ancora è vuota e tale deve rimanere ancora per un po&#8217;. Signo&#8217;, c&#8217;è una salita ripida ripida. Aggrappatevi a me. Avanti che vi aiuto io. E dicheno che poi finisce. Ma Signo&#8217;, detto tra noi. Forse era meglio fare come diceva quellollà ad Abramo. &#8220;Non partire, non andare, non lasciare la tua casa. Cosa speri di trova&#8217;&#8221;. (Ci ripensa) Ma no, ma no. Abbiamo fatto bene. Tanto (sempre più stanco) sto buio finisce, (sorride stentatamente) no?<br />
Signo&#8217;, Signo&#8217;, per carità state attenta, qua si scivola. (Allunga un braccio di lato) AppoggiateVi al mio braccio. (Attende un attimo) Signo&#8217;, Signo&#8217;. Signo&#8217; non ci siete più. E dove siete andata? (Non leggere più ad alta voce le didascalie, eseguirle soltanto. Sconsolato, rallenta la recitazione) Ah! Signo&#8217;, ve ne siete andata  pure voi e io resto qua solo, a cercare di non scivolare e non battere la testa a terra che qua mica ci voglio marcire, Signo&#8217;. Che qua (rallenta quasi con voce rotta di pianto) mica ci voglio marcire. Ma io vado avanti. (Sempre più rassegnato) Che dicono che finisce questo buio.<br />
(Più lento) Dicono che finisce. Dicono. (Pausa)</p>
<p>E intanto l&#8217;autunno tarda ad arrivare&#8230;<br />
<a href="http://chiaralice.tumblr.com/post/1042285089/autunno2010"><br />
chiaralice.tumblr.com</a></p>
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		<title>Occhi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 00:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiaralice</dc:creator>
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Lo so, lo so che non sono sola. Però ecco. A volte a certi orari spunta qualcosa. Che sia una coincidenza o meno poco importa. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://farm5.static.flickr.com/4076/4791461962_1e458c6c12.jpg" class="alignnone" width="500" height="248" /></p>
<p>Lo so, lo so che non sono sola. Però ecco. A volte a certi orari spunta qualcosa. Che sia una coincidenza o meno poco importa. Allora la mia città mi sta troppo stretta. O forse troppo larga. Ho bisogno di qualcosa che mi permetta di stare con me stessa per riabituarmi a non soffrire la solitudine. Forse dovrei provare il peyote, mi dicono scherzando. Ma anche no.<br />
A riguardare i miei disegni son tutti a occhi chiusi meno uno. Ma in quegli occhi, i miei occhi, non c’è serenità. C’è un’attesa delusa, la stanchezza di un’attesa e mi rendo conto che è così solo guardandoli ancora, solo perché mi è sembrato di riconoscere questo stato d’animo in altri occhi che invece dovevano sembrare sereni. Qualcuno ci ha scambiato lo sguardo. E io sorrido, sì, ma sorrido di nulla. E a quest’ora tornano gli stessi occhi che avevo due anni fa. Forse ora che li ho disegnati si vede meglio o forse sono io oggi a veder meglio. Forse li ho disegnati ancora più stanchi di com’erano allora perché il peso si è fatto più grave e le speranze più vane. Mi consola l’averli disegnati aperti, almeno. Aperti verso qualcosa che arriverà e magari dopo saranno anche sereni. Intanto mi accontento di averli aperti, anche se ora che sto iniziando a usarli davvero fanno più male.</p>
<p><a href="http://chiaralice.tumblr.com/post/808591336/occhi">http://chiaralice.tumblr.com/post/808591336/occhi</a></p>
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		<title>Psycheviolon</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 08:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiaralice</dc:creator>
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Elisa Gianola. Elisa mi ha colpito subito per la sua bravura e appena abbiamo stretto un po’ i contatti sono subito stata felicissima di affidarle &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/07/Psycheviolon2.jpg"><img src="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/07/Psycheviolon2-729x1024.jpg" alt="" title="Psycheviolon2" width="729" height="1024" class="alignnone size-large wp-image-176" /></a><br />
<em><br />
Elisa Gianola. Elisa mi ha colpito subito per la sua bravura e appena abbiamo stretto un po’ i contatti sono subito stata felicissima di affidarle il mio corpo, la mia immagine. Ritrovo in lei tante cose mie e sopratutto una sensibilità smisurata. La ringrazio perché mi aiuta a rendere visibili le mie emozioni. Come queste qui sotto.</em></p>
<p>———————</p>
<p>Psycheviolon</p>
<p>Mi avvicino allo specchio grande dandoti la schiena.<br />
Quasi nuda con te per la prima volta. E tu ti avvicini dietro di me, anche tu quasi nudo. Sorrido al tuo bacio sulla spalla sinistra. Raccolgo i capelli in una delle mie amate trecce francesi.<br />
“Vieni. Voglio che tu conosca tutto di me, anche ogni piccolo difetto. Guarda. Cominciamo dal basso.”<br />
Mi guardi incuriosito. Siamo qui, da soli, seminudi e voglio che tu mi guardi i piedi per farti vedere che non mi piacciono le mie dita.<br />
“Però ho il piede greco, si addice molto al mio naso macedone, o forse di più al tuo”.<br />
Poi i fianchi. Non mi piacciono moltissimo. Ti prendo le mani per farteli toccare, perché col tatto senti meglio questo piccolo avallamento in corrispondenza dell’elastico degli slip.<br />
“Ma no, non è il segno degli slip, sono io che sono storta”.<br />
Sorridi e sposti un po’ le mani.<br />
“No, fermo, non ho finito”. Prendo le tue mani e le porto alla pancia.<br />
“Vedi? Non mi piace. Ho i polsi magri, le spalle con le ossa in vista, non parliamo delle clavicole, puoi vedere quasi dove si uniscono allo sterno, e poi ho la pancetta”.<br />
“Ecco, qui ho troppa carne. Ah! Le smagliature di quando sono ingrassata e dimagrita di colpo! Sono qua”.<br />
Pian piano anche gli ultimi veli cadono.<br />
“E vedi? Ho il viso lungo. Non mi piace il mio viso lungo!”<br />
“Hai finito?”<br />
“Forse”.<br />
“Te lo dico io. Hai finito. Questi sono i pregi. Ora vuoi elencarmi i difetti per favore?”.</p>
<p>-</p>
<p>Foto: io</p>
<p>Editing: Elisa Gianola</p>
<p>Testo: Chiaralice</p>
<p>Elisa la trovate qui: <a href="http://ladonnadicelluloide.tumblr.com/">http://ladonnadicelluloide.tumblr.com/</a></p>
<p><a href="http://chiaralice.tumblr.com/post/803106135/psycheviolon">http://chiaralice.tumblr.com/post/803106135/psycheviolon</a></p>
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		<title>Non puoi negare le fragole alle bambine</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 09:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiaralice</dc:creator>
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“Come fai a dire di no se le bambine vogliono le fragole?
Non puoi negare le fragole alle bambine”.
Te lo sussurro piano a un orecchio, sorridendo. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/07/manofragole2.jpg"><img src="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/07/manofragole2.jpg" alt="" title="manofragole2" width="750" height="1000" class="alignnone size-full wp-image-172" /></a><br />
“Come fai a dire di no se le bambine vogliono le fragole?<br />
Non puoi negare le fragole alle bambine”.<br />
Te lo sussurro piano a un orecchio, sorridendo. Sei seduto a tavola, non mi hai sentito entrare in cucina ma ora sono dietro di te. Allungo un braccio da sopra la tua spalla e rubo una fragola dalla tazza che hai in mano. Ti giri e mi vedi saltellare per casa.<br />
Con la tazza ancora in mano mi rincorri e io mi diverto tanto a schivarti e a mettere ostacoli tra noi.<br />
“Te lo avevo detto, non puoi negare le fragole alle bambine. Poi si vendicano!”<br />
Quasi inciampi in una sedia. Poggi lì la tazza. “Vieni , qui, ridammela.”<br />
“Attento, maldestro. Sei proprio tonto. Come faccio a ridartela se la sto mangiando?” E mi affaccio dalla porta del bagno per farmi vedere mentre addento la punta della fragola, poi chiudo la porta e mi nascondo così quando tu la aprirai io sgattaiolerò fuori con ancora l’altra mezza fragola in mano.<br />
E così, apri la porta, entri, passo proprio accanto a te e cerchi di bloccarmi.<br />
“Mi prenderai solo quando lo vorrò io”.<br />
Mi piace stuzzicarti e lo sai ma è proprio questo che ti fa divertire tanto.<br />
Corro, mi segui, mi giro verso di te e mordo ancora quel che resta della fragola.<br />
“Ma quanto vuoi farla durare quella fragola? Potevi mangiarne due in una volta sola”.<br />
“A me piace gustare le cose buone”, passo la fragola sulle labbra come farebbe una bimba fingendo di mettere il rossetto, sperando che il succo sia abbastanza rosso da colorarmi la bocca. Sorrido e scappo via, passo accanto alla sedia, prendo la tazza e mi giro verso di te con fare trionfante. Mi siedo sul tavolo ed esclamo: “Vittoria! Viva me!” Mangio l’ultimo pezzo di fragola, ne prendo un’altra e la tendo verso di te.<br />
“Vuoi?”<br />
“Certo, sono mie!”<br />
“Vieni qui”<br />
La mordi dalle mie mani, l’altra mezza la mangio io, ti tiro a me con le gambe.<br />
“Te lo avevo detto che mi sarei vendicata”.</p>
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		<title>Giochi di prestigio</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 21:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiaralice</dc:creator>
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Perché miei cari, ve lo volevo dire, l’amore è tutto un trucco. Quello che conta è la pancia, è quella che ci fa muovere, la &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/07/giochidiprestigio.jpg"><img src="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/07/giochidiprestigio.jpg" alt="" title="giochidiprestigio" width="1000" height="750" class="alignnone size-full wp-image-169" /></a></p>
<p>Perché miei cari, ve lo volevo dire, l’amore è tutto un trucco. Quello che conta è la pancia, è quella che ci fa muovere, la sensazione che proviamo lì, proprio allo stomaco. L’amore è un trucco, signori miei, e di quelli peggio riusciti.</p>
<p>Ma a chi non piacciono i giochi di prestigio?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E aspetta</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 21:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiaralice</dc:creator>
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Ecco. Ci completiamo. Tu sei l’osso e io la carne. Una casa ci farà da pelle. I nostri pensieri sono i nostri organi interni. Io &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/photos-ak-snc1/v1960/45/52/1523747523/n1523747523_148502_6138.jpg" class="alignnone" width="604" height="453" /></p>
<p>Ecco. Ci completiamo. Tu sei l’osso e io la carne. Una casa ci farà da pelle. I nostri pensieri sono i nostri organi interni. Io ho appena formato il fegato, tu poc’anzi i polmoni. Il ventre e il cuore li creeremo insieme. Il cervello c’è, lavora, immagina.<br />
E aspetta. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una lotta che</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 21:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiaralice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiaralice]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[bulimia]]></category>
		<category><![CDATA[disagio]]></category>
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		<description><![CDATA[Indosso la mia camicia cinese, di seta cinese, di foggia cinese, blu quasi notte, lucido, con rami di ciliegio ricamati in argento cinese, per fingere &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs073.snc3/14100_1428715767591_1523747523_1057789_1882492_n.jpg" alt="" width="539" height="720" />Indosso la mia camicia cinese, di seta cinese, di foggia cinese, blu quasi notte, lucido, con rami di ciliegio ricamati in argento cinese, per fingere di essere altrove. Magari in Giappone.<br />
Sventolo una bandiera da imbarcazione veneziana, di taglio veneziano, di un bordeaux veneziano con un leone veneziano in giallo, per immaginare meglio di essere in un&#8217;avventura, il viso coperto da una maschera veneziana. Magari nelle Marche o in Toscana.<br />
Ho i capelli di un rosso irlandese, chiusi in una treccia francese, fermata con un fermaglio con girasoli di Van Gogh.<br />
Una gonna gitana, nacchere, scarpe marocchine, o meglio iraniane alla Sherazade. Ho un profilo forse più macedone che greco, i fianchi romani, gli occhi siciliani, almeno nello sguardo. Le mani vengono dall&#8217;Emilia Romagna, forse Modena. La voce e la capacità di scrivere vorrei fossero genovesi.<br />
In questo scenario arlecchino ciò che non ho elencato è assolutamente insignificante o forse assolutamente mio. Forse proprio per questo lo trascuro.</p>
<p>Soffro di una bulimia dell&#8217;anima, prima che del corpo.<br />
Raccolgo gli amori di tutti per rigettarli volgarmente quasi totalmente, distruggendo la maggior parte del mio.<br />
Non chiedo comprensione perché è una lotta che può essere vinta solo da me.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questa è chiaramente una richiesta di aiuto</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 15:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiaralice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiaralice]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
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		<category><![CDATA[paura]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiudete la mia dispensa.
Piango in continuazione, non voglio dargliela vinta.
Mi sento veramente male. Sto cercando di combattere contro me stessa ma è così stancante che &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiudete la mia dispensa.<br />
Piango in continuazione, non voglio dargliela vinta.<br />
Mi sento veramente male. Sto cercando di combattere contro me stessa ma è così stancante che non mi resta forza per fare altro. Non voglio mangiare più. Poi penso che devo smetterla di fare queste pensate, comincio a mangiare e mangio troppo. In realtà mi rendo conto che mezza pizza la sera non è troppo. Come non è troppo mezzo piatto di pasta. Non è troppo la colazione con 250ml di latte e caffè e 30 g di cereali (forse è il pasto migliore che faccio in realtà). Ogni tanto faccio uno spuntino il pomeriggio ma mi mantengo sul tè con tre &#8211; quattro biscotti. Però poi mi sento piena da fare schifo, mi viene voglia di vomitare, dico che no, non mangerò più.<br />
È un bruttissimo circolo vizioso che mi perseguita da anni, dopo che sono uscita da quei tre mesi di pseudobulimia. Mi imbottivo di merendine tutto il giorno per vomitare la notte, quando le mie coinquiline andavano a dormire. Oppure mangiavo pochissimo ma mi sentivo in colpa comunque. Tutto comincia per causa di un disagio, più o meno grave, e continua con il numero dei disagi che cresce in maniera esponenziale fino ad arrivare a crisi di panico e paura delle lame, paura di se stessi e dell’autolesionismo. Non è ancora venuto il momento per me di spiegare il come e il perché è iniziato il tutto, né come è finito quel preciso periodo. La cosa peggiore è che i miei non lo sanno. Stavo a Catania, loro a Siracusa, e comunque io ho sempre avuto periodi di magrezza contrapposti a visibile rotondità, i disturbi alimentari sono sempre stati una mia tendenza, cosa che rende a chi mi conosce da anni ancora più difficile capire che ho un problema (se non è veramente interessato a capirlo).<br />
La cosa importante da dire e da ricordare sempre per me è che anche se la tentazione di ricaderci è forte non devo dargliela vinta. Ho degli ottimi incentivi per combattere e non devo dimenticare la motivazione maggiore: la mia salute fisica e mentale.<br />
Ho deciso di raccontare, seppur brevemente, questa storia perché così sarò ulteriormente costretta a non tornare su quella strada. Vero è che non si vede se vomito però si vede se sto male. Metto anche una fotografia di me la settimana scorsa. Peso 58 kg (è ancora lo stesso). Siete tutti autorizzati a chiedermi quando vi va il mio peso e anche di mandarvi una foto con data dei miei occhi per capire in che stato sono le mie occhiaie. Grazie a tutti per l’attenzione.</p>
<p>P.S.: Questa è chiaramente una richiesta di aiuto e per la prima volta nella mia vita, seppur piangendo, non me ne vergogno.<br />
<a href="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/05/Chiaralice.jpg"><img src="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/05/Chiaralice-765x1024.jpg" alt="" title="Chiaralice!" width="765" height="1024" class="alignnone size-large wp-image-159" /></a></p>
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		<title>Esiste l&#8217;infinito</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 20:00:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non mi ricordo nulla di me, né del mio passato, ma il tuo bacio e il desiderio di dolcezza, quello sì, lo ricordo.
La confusione di &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/05/ValeChiara.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-153" title="ValeChiara" src="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/05/ValeChiara.jpg" alt="" width="720" height="418" /></a>Non mi ricordo nulla di me, né del mio passato, ma il tuo bacio e il desiderio di dolcezza, quello sì, lo ricordo.<br />
La confusione di membra, di pelli mescolate, ricordo anche quella. Io sono una moneta, puoi rigirarmi come vuoi tra le dita.<br />
E in tutto questo non c’è brezza sottile, vento vulcanico, sabbia del deserto, tempesta o mare.<br />
Le stagioni del pensiero, della morte, delle voglie e del tempo ci riporteranno insieme. E la natura<br />
e la vita, il desiderio e tutte le altre cose e io mi sorprendo, di Noi mi sorprendo.<br />
Il canto dell’allodola ormai è già stato annunciato. Il momento della tua partenza, manca poco, è arrivato.<br />
Ma va bene. Non c’è altro, non c’è niente, di meglio di più grande di quello che abbiamo, che importa dove andiamo. Puoi cambiare città, umore, respiro, nazione. Ma noi non cambieremo.<br />
Mille anni ancora&#8230; E già da mille ti conosco e ti stringo tutte le notti, mentre dormo. E ti parlo quando sono sveglia. E ti chiamo quando sono sveglia. E sempre.<br />
Esiste l&#8217;infinito.</p>
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		<title>L&#8217;importante è&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 13:36:23 +0000</pubDate>
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Non lo so, ma io ho deciso:
l&#8217;importante è godere.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/04/barcaviola.jpg"><img src="http://www.chiaralice.it/wp-content/uploads/2010/04/barcaviola-1024x542.jpg" alt="" title="barcaviola" width="800" height="423" class="alignnone size-large wp-image-150" /></a>Quate ossessioni possiamo coltivare?<br />
A quante passioni possiamo dare respiro?<br />
Non lo so, ma io ho deciso:<br />
l&#8217;importante è godere.</p>
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